D. Pennac - La saga dei Malaussène
"- Per parlare solo del giudaismo, per esempio, o del cristianesimo, il suo fratellino perbene! Malo, ti sei mai chiesto come faceva Jahvé, il Sublime Paranoico, per far funzionare le sue innumerevoli creature? Indicava loro il Capro Espiatorio, in ogni fottuta pagina del suo fottuto Testamento, tesoro mio!"
Daniel Pennac, "Il paradiso degli orchi"
Assolutamente da leggere: Il paradiso degli orchi - La fata carabina - La prosivendola - Signor Malaussène - Ultime notizie dalla famiglia - La passione secondo Thérèse, ovvero le avventure di Benjamin Malausséne e della sua famiglia!
da "Il paradiso degli orchi"
Qualcosa si può fare, riguardo alla faccenda. Io sono un po' come Julius: sono stato cacciato da molti posti nella mia vita, ma nessuno ha mai potuto costringermi a restare dove non volevo. Occuparmi di Sainclair, dunque! Costringerlo a sbattermi fuori dal grande Magazzino. Ecco, obbligarlo a licenziarmi! (Ecco uno con cui non sarò "gentile".) Mi eviterà di pensare ad altro. Un abbozzo di idea comincia a germogliare mentre infilo una gamba dei pantaloni. Si delinea meglio con l'altra gamba. È quasi l'idea del secolo quando mi abbottono la camicia. Ed esulto a tal punto allacciandomi le scarpe che quasi se ne andrebbero da sole a mettere in atto il geniale progetto. scendo le scale come un tornado bianco, passo di volata dai piccoli a prendere in prestito alcune foto fatte da Clara, esco e mi infilo nella metropolitana. È un febbraio invernale più che mai. Khomeini usa i neonati come carne da cannone, l'Armata Rossa difende fino all'ultimo i fratellini afghani, la Polonia cambia pogrom, Pinochet fa stragi (Pinosceno), Reagan passa lo straccio, la Destra accusa la Sinistra, la Sinistra accusa la Crisi, un ubriacone, prove alla mano, accusa la merda, Caroline di Monaco non vuole confessare di essere incinta, il Segretario generale del partito comunista gonfia il palloncino dei sondaggi e ottiene l'indice del tasso alcolico, ma io, Ubu Re, "cittadella vivente", sono talmente su di giri che non vedo passare le fermate che mi separano da Actuel.
Sono in quello stato d'animo in cui mi ci vuole assolutamente la presenza di Stojil. Perché Stojilkovitch, le disillusioni le ha conosciute tutte. Tutte. Per prima cosa il Buon Dio, in cui credeva caschi il mondo, e che è scivolato nella sua anima insaponata, lasciandolo in balia dei venti della Storia. Poi l'eroismo della guerra, e la sua assurda simmetria. La santa obesità dei Compagni, in seguito, fatta la rivoluzione. E infine la rognosa solitudine dell'escluso. Tutto è andato in malora, nel corso della sua lunga vita. Cosa gli resta? Gli scacchi (il gioco), benché anche lì gli accada di perdere. E allora? L'umorismo, irriducibile espressione dell'etica.
da "La fata carabina"
Il biondino si domandava sempre come chiamarli per non passare per razzista. Con opinioni come le sue, era molto importante non passare per razzista. Lui era Frontalmente Nazionale e non lo nascondeva. Ma appunto per questo, non voleva sentirsi dire che lo era perché era razzista. No, no, come aveva imparato tanto tempo fa in grammatica, non si trattava di un rapporto di causa, ma di conseguenza. era Frontalmente Nazionale, il biondino, cosicché aveva avuto modo di riflettere sui pericoli dell'immigrazione selvaggia ed era giunto alla ragionevole conclusione che bisognava sbatterli fuori subito, quei selvaggi, primo per la purezza della razza francese, secondo per la disoccupazione, e poi per il discorso pubblica sicurezza. (Quando si hanno tante buone ragioni per avere un'opinione giusta, non bisogna lasciarsela macchiare da accuse di razzismo)