Alessandra's site
www.quattrostracci.net
versione 4.0
questo sito è gemellato con
Elianto84's site
e fa parte del webring
Le chiendent


Come contattarmi:
Alessandra Zarcone
a.zarcone@gmail.com

quattrostracci rags&feathers

google


cerca su quattrostracci
cerca nel web
"Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" - "Lila"

"E ciò che è bene, Fedro, e ciò che non è bene - dobbiamo chiedere ad altri di dirci queste cose?" - Che cos'è la Qualità? In realtà queste sono solo recensioni che ho scritto io, ma la lettura dei due libri di Pirsig è sicuramente molto più coinvolgente.

"Fedro era pazzo. E quando guardi un pazzo senza mediazioni non vedi che il riflesso della tua consapevolezza che è pazzo, il che equivale a non vederlo affatto. Per vederlo devi guardare la realtà con i suoi occhi, e l'approccio indiretto è l'unico modo per arrivarci. Altrimenti le tue opinioni ti sbarrano la strada. Vedo una sola via di accesso fino a lui, e abbiamo ancora un bel cammino da fare.

Secondo Fedro, Aristotele era spaventosamente soddisfatto della sua piccola mania di dare un nome e una classificazione ad ogni cosa. Vedeva in lui il prototipo dell'insegnante tronfio e ignorante che per secoli, con questo ottuso rituale analitico, con questo cieco, vacuo ed eterno dare nomi alle cose, ha ucciso lo spirito creativo dei suoi allievi."

"Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta"

Come avverte l'autore (Robert M. Pirsig) in una nota, il libro "non va in alcun modo assimilato al vasto corpo di darti relativi alle pratiche ortodosse del buddhismo Zen. E neppure va associato troppo strettamente con la realtà pratica delle motociclette". Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, infatti, non sono altro che spunti, punti di partenza per i "Chauatua" portati avanti dall'autore alla ricerca della Qualità durante un viaggio attraverso l'America. Il viaggio è quasi scontro generazionale, tra il padre e Chris, è dissidio interiore, tra il protagonista-narratore e il suo alter-ego Fedro, ucciso da un elettroshok, ma soprattutto è occasione per una doppia ricerca: quella pratica, attraverso i parchi, i canyon e le montagne, lungo le strade secondarie - "ci preoccupiamo più di come passiamo il tempo che non di quanto ne impieghiamo per arrivare" -, a cavallo di una motocicletta la cui manutenzione è esperienza razionale, organizzazione di un "sistema di concetti realizzato in acciaio", e quella teorica, la ricerca di un modo di concepire il mondo che unifichi "intelligenza classica" e "intelligenza romantica". Ciò è possibile solo con una lotta con il "fantasma della razionalità" e la "Chiesa della Ragione" (il College), poiché "quello che non va nella tecnologia è che non ha nessuna connessione con la sfera spirituale né con quella affettiva". Le due intelligenze, i due modi di quardare alla realtà, le due sfere sono infatti legate e comprese dalla Qualità, che è nel contempo la realtà scientifica e il fine dell'arte. Il viaggio è una continua ricerca della sua definizione e delle sue caratteristiche, che si intreccia tra i flashback narrativi e i confronti teorici con le tesi dei principali pensatori dell'Occidente - Socrate, Platone, Aristotele, Cartesio, Newton, Hume, Kant, Hegel, Poincaré - ma anche con i modelli di pensiero delle filosofie orientali e dell'epica greca, e, come le strade secondarie delle colline americane, rischia continuamente di portare il protagonista lungo strade senza uscita, di costringerlo a tornare sui suoi passi, o ad allontanarsi dal figlio Chris, o a cambiare del tutto percorso, fino ad avvistare da lontano il mare della baia di San Francisco.
In seguito ai suoi esperimenti, Fedro arrivò alla conclusione che l'imitazione era un male che andava estirpato prima di cominciare l'insegnamento vero e proprio della retorica. Sembrava frutto di una costrizione esterna. I bambini piccoli non sapevano neanche che cosa fosse: probabilmente era un prodotto della scuola stessa.
Sembrava la cosa più sensata, e più Fedro ci pensava più gli sembrava vera. La scuola insegna a imitare. Se non si imita l'insegnante si prende un brutto voto. Qui al College, evidentemente, lo si faceva in modo più artificioso, senza averne l'aria, dando ad intendere all'insegnante di aver còlto l'essenza del suo insegnamento per svilupparla con idee proprie. Era cosė che si conquistava il massimo dei voti. L'originalità, invece, era un'incognita, poteva anche portare alla bocciatura. Tutto il sistema di votazione metteva in guardia contro essa.

"Lila"

Il viaggio continua, ma stavolta a bordo di una barca a vela. La ricerca è sempre condotta sul filo della follia e a oltrepassare la border-line non è più Fedro, ma Lila. "An inquiry into values" è diventata "an inquiry into morals", così lo scontro con le Chiese della Ragione e con i luoghi comuni del pensiero si sposta sul piano antropologico, alla scoperta delle due anime dell'America, la matrice indiana e quella, moralista fino all'estremo, vittoriana. Lila è il risultato dello scontro di queste due anime e, rifiutando gli schemi del moralismo. è costretta a rifugiarsi nella pazzia; una pazzia che il protagonista conosce bene, e da cui l'aiuterà ad uscire seppellendo i fantasmi della sua mente.