"Se dovessi azzardare, in due parole, qual è il denominatore comune dei testi di Guccini direi che è la gioia dell'impegno, la gioia di combattere le ingiustizie, la gioia di non essere come quell'Italia egoista e volgare vorrebbe che fossimo."(V. Cerami)
Fonti: www.ondarock.it, http://digilander.iol.it/Buglione/index.html, "Musica! Rock & altro" e "Blues, ballate e canzoni" (ed. tascabili Newton)
Robert Allen Zimmerman (prenderà
il nome di Bob Dylan il 9 Agosto del 1962 in onore del poeta
Dylan Thomas) nasce il 24 Maggio 1941 a Duluth, una piccola
cittadina del Minnesota, quasi al confine con il Canada, il 24
Maggio 1941. Dopo pochi anni la sua famiglia si trasferisce nella
vicina Hibbing, un centro minerario. Qui impara a suonare la
chitarra, il pianoforte e l'armonica e fonda il suo primo gruppo
di rock&roll, i "Golden Chords". A 15 anni scrive
la sua prima canzone, dedicata Brigitte Bardot. Scappa di casa
sette volte, finché nel 1960 va a New York in autostop, per
visitare il suo idolo Woody Guthrie, agonizzante in un letto
d'ospedale, ma soprattutto per cercare la strada del successo.
Riesce a inserirsi in una cerchia di cantanti folk e inizia ad
esibirsi nei locali del Greenwich Village, alle "hootenanny
nights", le "serate del dilettante".
È il folk, infatti, la forma
musicale che il movimento giovanile ha scelto in quegli anni come
bandiera: la politica si fondeva con il folk attraverso quelle
canzoni di protesta che proprio Dylan era destinato a far
conoscere al mondo intero. Nel 1961 un impresario italo-americano
gli offre l'occasione irresistibile di aprire un concerto del bluesman John Lee
Hooker. La sua performance viene entusiasticamente recensita
sulle pagine del New York Times da Robert Shelton.. In quei mesi, Dylan canta
soprattutto composizioni di Woody Guthrie o comunque nel suo
stile, e incide il primo LP per la Columbia, Bob Dylan
(1962), che passa però quasi inosservato. L'album d'esordio Bob Dylan è una raccolta
di brani tradizionali (tra cui la celebre House Of The Rising
Sun, ripresa in seguito dal gruppo The Animals e In My Time Of
Dyin, che sarà ripresa anche dai Led Zeppelin nell'album del
1975 Physical Graffiti) per voce, chitarra e armonica. Due sole
le canzoni originali scritte da Dylan: Talkin' New York e
l'omaggio al maestro Guthrie Song To Woody. A partire dal 1962
comincia a scrivere una gran quantità di brani di protesta,
canzoni destinate a diventare dei veri e propri inni dei
militanti per i diritti civili: ne fanno parte Masters Of War,
Don't Think Twice It's All Right, A Hard Rain's A-Gonna Fall e,
soprattutto, Blowin' In The Wind, che apre il suo secondo album, The Freewheelin’ Bob Dylan,
ed è destinata a diventare una
hit. Dylan è l'artista del momento: centinaia di concerti,
apparizioni in TV (all'Ed Sullivan Show viene censurata la sua
Talking John Birch Society Blues, una canzone da inserire
originariamente in The Freewheelin' e poi scartata) e la
partecipazione al festival di Newport (luglio 1963) al fianco
della popolare folksinger Joan Baez (che comincia a includere nel
suo repertorio molti suoi brani e con la quale vive una storia
d'amore) sanciscono l'enorme popolarità raggiunta. La
pubblicazione di The Times They Are A-Changin'
(13 gennaio 1964) lo vede alle prese con brani particolarmente
incisivi, dai testi evocativi ma taglienti, ispirati da poeti
come Arthur Rimbaud e John Keats: le canzoni parlano sovente di
sofferenza, miseria e morte (Ballad Of Hollis Brown, With God On
Our Side, The Lonesome Death Of Hattie Carroll) e la scarna forma
voce-chitarra contribuisce a renderle ancora più pregnanti.
Memorabile la canzone che titola l'album, immediatamente adottata
dalle nuove generazioni come brano-manifesto nella rivendicazione
del cambiamento sociale e politico. Durante un viaggio a Londra
incontra i Beatles e The Animals, rimanendo favorevolmente
impressionato dalla versione elettrica fornita da questi ultimi
del traditional House Of The Rising Sun. Le prime avvisaglie della "svolta
elettrica" si hanno già con Another Side Of Bob
Dylan (1964), ma sono lampanti in Bringing It
All Back Home (1965), equamente diviso tra una facciata
elettrica e una interamente acustica, un album imperdibile. Dopo un tour trionfale in
Inghilterra, rigorosamente acustico, Dylan torna negli Usa e si
presenta al Newport Folk Festival, tempio della musica folk,
imbracciando una chitarra elettrica, accompagnato da un gruppo
rock. Il pubblico allibbito lo fischia, reclamando il
"vecchio Bob" e la chitarra acustica. Seguono concerti
che suscitano entusiasmo nella prima parte, con Dylan solo sul
palco, ma anche grida e fischi nella seconda, in cui il
cantautore si fa accompagnare dal suo gruppo. Nel frattempo
escono due album fondamentali: nel '65, Highway ’61
Revisited, con brani memorabili come "Like a rolling
stone" e "Desolation row", e, l'anno successivo,
il doppio Blonde On Blonde, uno dei suoi capolavori, contenente
la giocosa e ambigua
"Rainy Day Women # 12 & 35", accusata (come già
era successo a "Mr. Tambourine Man") di essere un
invito all'uso delle droghe ("Everybody must get
stoned", recita il testo). Al ritorno dall'Inghilterra, il cantautore
americano è all'apice della popolarità. Eppure qualcosa
comincia a incrinarsi. Dylan comincia a immedesimarsi nella
figura di poeta maledetto dei tempi moderni, destinato come da
copione a morire giovane, quando una mattina di luglio Dylan cade
dalla moto e viene ricoverato in ospedale. Per piu' di un anno
Dylan non si fa vedere in giro. Nel 1968, pubblica John Wesley
Harding, un disco di canzoni-parabola, con molti riferimenti
alla Bibbia, musicalmente molto semplice, un basso acustico, una
batteria la sua chitarra, proprio nell'anno della nascita della
psichedelia, e del nuovo rock che lui stesso aveva contribuito a
creare. Il primo disco degli anni '70 è probabilmente uno dei
più controversi della discografia dylaniana: Selfportrait.
Dylan dapprima si giustificherà, difendendo il suo disco, poi
dichiarerà di aver fatto di proposito un disco orribile.
Spaventato dalle critiche, il cantautore americano si affretta a
far uscire a soli 4 mesi di distanza New Morning, che
viene salutato come il suo migliore album da anni. Nel 1971 ritorna al Greenwich Village e si
stabilisce in MacDougal Street 94, si esibisce al "Concert
For Bangla Desh" organizzato da George Harrison (la sua
unica apparizione dal vivo di questo periodo), pubblica un
singolo ("George Jackson") dedicato al leader delle
Black Panthers assassinato in prigione, incide una manciata di
inediti per il doppio "Bob Dylan's Greatest Hits Vol.
2" e recita (nella parte di Alias) nel film di Sam Peckinpah
"Pat Garrett & Billy The Kid". Il film e l'omonima
colonna sonora (da lui scritta e interpretata) vengono pubblicati
nel 1973 e fruttano a Dylan una nuova ondata di grande
popolarità grazie al singolo "Knockin' On Heaven's Door". Sempre nel 1971 vengono
pubblicati una raccolta di testi delle sue canzoni, e l'unico
libro finora scritto da Dylan: "Tarantula". Il disco
che esce nel gennaio del 1974 Planet Waves è il migliore
dai tempi di John Wesley Harding. Successivamente, arriva
una nuova tournée americana, la prima dopo otto anni di assenza
dalle scene. Al ritorno dai concerti, però, l'aspettano però i
problemi con la moglie Sara. Da questa situazione difficile nasce
quello che probabilmente è il disco più profondo e più
autobiografico di Dylan: Blood On The Tracks, caratterizzato da testi estremamente
personali (molti hanno a che fare con la crisi del suo
matrimonio) e da un felice connubio tra rock e atmosfere più
acustiche, è reputato da molti critici il suo capolavoro degli
anni '70. Con il suo equilibrio tra poesia e ispirazione e con
una serie di brani di elevato spessore compositivo, l'album sale
in cima alle classifiche e spinge l'autore a intraprendere un
gigantesco tour americano basato sul modello dei vecchi
"travelling medicine shows". La "Rolling Thunder
Revue" è una grande e variopinta carovana itinerante che,
oltre al cantautore, vede la partecipazione di Joan Baez, Joni
Mitchell, Phil Ochs, Ramblin' Jack Elliott, Arlo Guthrie, Mick
Ronson, T-Bone Burnette, Sam Shepard, Scarlet Rivera, Roger
McGuinn e del poeta beat Allen Ginsberg. Nel frattempo escono The
Basement Tapes (1975) e l'acclamato Desire
(16 gennaio 1976), ottimo album i cui testi sono quasi
interamente scritti a quattro mani con il poeta Jacques Levy. Il
disco include anche Hurricane, polemico brano dedicato al pugile
nero Rubin "Hurricane" Carter, detenuto in carcere per un omicidio non
commesso. Ma, ancora una volta, al suo ritorno a casa, il
cantautore deve affrontare nuovi problemi familiari: la moglie
Sara scopre il suo ennesimo tradimento e chiede il divorzio che
avviene l'anno dopo. Sempre più scosso dai tumulti della sua
vita privata, Dylan passa tutto il 1977 a montare il suo film,
girato durante il tour del '75. Inframmezza scene di recitazione,
spesso improvvisate, con canzoni dal vivo. Il risultato è un
film, per lo piu' incomprensibile, di 4 ore di durata:
"Renaldo e Clara". La critica questa volta è feroce. E
nel mirino finisce anche il nuovo disco, Street Legal. Alla fine del 1978, Dylan, dopo essere stato
ebreo per tutta la vita, e si converte al Cristianesimo. Nascono
così Slow Train Coming, Saved e Shot of love.
Ma è soprattutto Gotta Serve Somebody, prodotto
dall'emergente Mark Knopfler, a rivelarsi un buon successo
commerciale, ottenendo anche un Grammy. Nel 1983, Infidels
segna un altro cambio di rotta. E una della canzoni del disco,
"Neighborhood Bully" è chiaramente dedicata a Israele.
Dylan partecipa al progetto "Usa for Africa" e al
concerto-evento "Live Aid", lanciando l'idea per il
Farm Aid in aiuto dei contadini americani. Proprio in occasione
del Farm Aid, Dylan inizia una proficua collaborazione con Tom
Petty & the Heartbreakers, con cui inizia una proficua
collaborazione. Dopo un breve tour insieme ai Grateful Dead,
Dylan torna in studio per incidere Down In The Groove,
altro disco destinato a non lasciare il segno, e per lavorare,
insieme agli amici George Harrison, Tom Petty, Jeff Lynn, Roy
Orbison, al progetto Travelling Wilburys, che frutta un
omonimo album di successo. Dylan sembra aver ritrovato la sua
ispirazione, come conferma la pubblicazione di Oh Mercy,
album prodotto da Mark Lanois, il
disco più acclamato dai tempi di Blood On The Tracks. Gli anni Novanta hanno significato
soprattutto concerti per Bob Dylan. Il tour che era iniziato nel
1988, continua ancora oggi: il Never Ending Tour, il tour senza
fine appunto. Dylan torna anche in studio per registrare Under
The Red Sky. Sempre nel 1990, il cantautore di Duluth ottiene
il Grammy alla carriera, e in piena crisi del Golfo, si presenta
davanti a milioni di americani, cantando "Masters of
War". In questa fase, Dylan rispolvera il suo spirito più
"acustico", pubblicando Good As I've Been To You
e World Gone Wrong. Il suo tour infinito, intanto,
prosegue e affronta anche le session acustiche di Mtv per la
serie Unplugged. A causa di una forma di istoplasmosi, Dylan
è costretto ad un lungo periodo di convalescenza a letto. Pian
piano cominciano a circolare voci sulla sua possibile guarigione.
Passano solo due mesi e Dylan torna già a suonare dal vivo.
Quindi, dopo sette anni, esce un suo disco di nuove canzoni: Time
Out Mind. Un album che si aggiudica tre Grammy e diventa
disco di platino. Nel 1996
viene proposta una sua candidatura al premio Nobel per la
letteratura (momentaneamente rifiutata). Ma Dylan sembra più
interessato alla propria etichetta discografica (la Egyptian
Records), per la quale lavora come produttore a un album tributo
a Jimmie Rodgers. Bob
Dylan, che ha appena compiuto sessant'anni, ha effettuato di
recente un lungo tour, che ha toccato anche l'Italia. Nel
2001 ha pubblicato il suo nuovo album, Love and Theft. A
chi oggi gli chiede che differenza ci sia tra le sue vecchie
canzoni e quelle attuali, Dylan risponde con ironia:
"Biologicamente parlando, sì, c'è qualche
differenza".
I testi di Bob Dylan