Nirvana



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Fonti: Ondarock.it e Buglione e un articolo di Charles R. Cross apparso su "Musica! rock & altro"
nirvana Nato iI 20 febbraio 1967, Kurt Cobain, futuro leader dei Nirvana, il gruppo più rappresentativo del movimento grunge, aveva appena compiuto 9 anni quando sua madre Wendy disse al marito che voleva il divorzio e se ne andò sgommando sulla sua Camaro lasciando al marito Don l'ingrata incombenza di spiegare tutto ai bambini. Il padre si chiuse in se stesso, spaerando che Wendy tornasse da lui, la madre iniziò una nuova relazione con uno scaricatore di porto, Kurt interiorizzò il divorzio dei genitori e si chiuse in se stesso come il padre, iniziò a mangiare poco; dopo la chiusura della pratica di divorzio, andò a vivere con il padre, che lo copriva di regali. Don presto si risposò con una donna divorziata con due figli, dalla quale ebbe un bambino, e Kurt si trovò a dover dividere con due fratellastri, una matrigna e un neonato un affetto che prima aveva in esclusiva.

Nel 1983 Kurt va a vedere Sammy Hagar e i Quarterflash a Seattle, e ne viene molto colpito, ma la scoperta che gli cambia la vita è quella del punk rock dei Melvins. Le radici della band dei Nirvana sono individuabili nell'ambiente dei loro colleghi Melvins. Ispirandosi a loro, Kurt Cobain (canto e chitarra), Chris Novoselic (basso) e Chad Channing (batteria) formano i Nirvana e iniziano a suonare usando proprio la strumentazione di seconda mano dei Melvins. In realtà, nessuno dei tre è di Seattle: Cobain è nato a Hoquiam (Washington), Novoselic e Channing sono californiani. Ma i loro dischi, insieme a quelli di Pearl Jam e Soundgarden, trasformeranno questa piccola città del Nord-Ovest degli States in una fabbrica di successi miliardari. Alla fine del 1988, con il batterista Chad Channing (1967, Santa Rosa, California), pubblicano il 45 giri a tiratura limitata Love Buzz/Big Cheese (il lato A è una canzone del gruppo Shocking Blue) per l'etichetta simbolo della scena cittadina, la Sub Pop Records.

Dopo aver pubblicato il 45 giri Love Buzz/Big Cheese per l'etichetta simbolo della scena cittadina, la Sub Pop Records, i Nirvana esordiscono a 33 giri con Bleach (1989). Cobain si rivela subito l'anima del gruppo. Le sue capacità compositive, in bilico tra John Lennon e Sid Vicious, emergono da pezzi come "About A Girl", una ballata che preannuncia l'esistenzialismo e la vena desolata del suo stile, ma anche da prototipi grunge come "School", "Blew" e la cover "Love Buzz" che fissano subito i parametri del sound Nirvana degli anni a venire. Un sound duro e spigoloso, che mescola il blues-rock sporco di Rolling Stones e Stooges con la tradizione hard-rock (dai Led Zeppelind agli Aerosmith). Il disco e la successiva tournée garantiscono alla band un buon successo e la incoraggiano a proseguire, malgrado già affiorino i problemi di salute psico-fisica del suo leader.

Kurt intanto ha incontrato la ventenne Tobi Vail, una batterista di Olympia; racconta a un amico che per la prima volta una ragazza lo aveva emozionato al punto di dover vomitare, ("Love you so much it makes me sick", canterà in "Aneurysm"). Nell'estate del '90 Kurt raggiunge l'apice dell'isolamento, ma la situazione migliora quando il nuovo batterista ingaggiato dai Nirvana, Dave Grohl (Warren, Ohio), va a vivere con lui. Dave e Kurt iniziano a uscire con Tobi e la sua amica Kathleen. Una sera a casa di Kurt, Kathleen scrive con la bomboletta sul muro "Kurt smells like Teen Spirit" (Kurt odora di Teen Spirit, cioè portava il marchio di Tobi, il profumo del deodorante Teen Spirit che usava la ragazza). La prima settimana di novembre, Tobi lo lascia. Il dolore di Kurt sfocia nell'autodistruzione, e fa nascere le più belle canzoni scritte da Kurt, ispirate a Tobi: "Aneurysm", "Formula", "Drain you", "Lounge act", "Lithium" e la splendida "Smells like Teen Spirit". Intanto un nuovo amore che lo fa vomitare entra nella vita di Kurt, come a sostituire Tobi: l'eroina. Il trio, che intanto ha firmato con la major Geffen, nel settembre 1991 pubblica Nevermind. Contiene le canzoni sopra citate insieme ad altre come le autobiografiche "Something in the way" e "Come as you are" o il lamento acustico "Polly". Pochi album, nella storia del rock, hanno infatti saputo incarnare gli umori e le ansie di un'intera generazione come questo, capace di mescolare con le giuste proporzioni hard-rock e melodia, asprezza del suono e nitidezza degli arrangiamenti, furia punk iconoclasta e malinconia esistenziale. E la musica di Seattle porta alla luce un'altra America, popolata di giovani disadattati e inquieti che, da underground, assurgono improvvisamente a fenomeni di costume.

Nel dicembre 1992 la Geffen pubblica Incesticide, raccolta di rarità registrate alla BBC, singoli inediti su album e versioni alternative. Poi, nel settembre del 1993, dopo una serie di speculazioni sullo stato di salute di Cobain, esce In Utero. Prodotto da Steve Albini, guru della scena alternative e del punk più duro, il disco viene inciso in due sole settimane. È una miscela di canzoni rabbiose e desolate ("Rape Me", "Serve The Servants", "Pennyroyal Tea" e, soprattutto, "All Apologies") e di esagitate esplosioni rumoristiche al limite della cacofonia ("Scentless Apprentice", "Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle", "Milk It" e l'autoironica "Radio Friendly Unit Shifter"). Molto più debole di "Nevermind", l'album riflette soprattutto l'odissea personale di Cobain, sposatosi nel frattempo con Courtney Love delle Hole.
È la testimonianza di un cupo, inguaribile senso di impotenza e fatalismo, di quella malattia esistenziale di Cobain che l'8 aprile 1994, dopo lunghi e dolorosi mesi dedicati a un tour europeo, lo porterà a togliersi la vita a revolverate, consacrandosi per sempre al culto dei fan. Nel suo messaggio d'addio, un epitaffio: "It's better to burn out than to fade away", "meglio bruciarsi che svanire a poco a poco". E' un verso di "My my, hey hey", la canzone del suo maestro Neil Young. Un anno dopo, il cantautore canadese renderà omaggio alla memoria del suo discepolo dedicandogli "Sleep with angels".

Dalla registrazione, nel novembre del 1993, di un concerto acustico per il noto programma di MTV "Unplugged", nascerà nel 1994 Unplugged In New York. La stessa settimana la Geffen pubblica anche l'ottima homevideo "Live! Tonight! Soldout!" una storia musicale nervosa e ironica dei Nirvana ricostruita grazie a frammenti di interviste e filmati amatoriali che inframmezzano alcune performance dal vivo di grande valore. È l'ulteriore prova del valore di una grande band, espressione di un'epoca d'oro per l'underground americano. A chiudere almeno temporaneamente la storia dei Nirvana, nell'ottobre 1996 esce il disco inciso dal vivo From The Muddy Banks Of The Wishkah che rappresenta la logica conseguenza dei tre album di studio presentando il complesso nella propria versione più ruvida e punk.


I testi dei Nirvana