Carmina Burana, Elegia del cigno arrostito
Olim lacus colueram,
olim pulcher extiteram,
dum cignus ego fueram.
Girat, regirat gracifer,
me rogus urit fortiter,
propinat me nunc dapifer.
Nunc in scutella jaceo
et volitare nequeo;
dentes frendentes video.
Miser, modo niger et ustus fortiter!
Abitavo una volta il lago,
ed ero bello,
quando ero un cigno.
Lo sguattero mi gira e rigira,
il fuoco mi arrostisce,
l'oste mi serve a tavola.
Ora giaccio nel piatto,
e non posso volare,
e vedo denti che masticano.
Misero me, che sono ora tutto nero e bruciato!