Carmina Burana, O Fortuna
O Fortuna, velut luna
statu variabilis,
semper crescis aut decrescis;
vita detestabilis
nunc obdurat et tunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem, potestatem,
dissolvit ut glaciem.
Sors immanis et inanis,
rota tu volubilis,
status malus, vana salus
semper dissolubilis,
ob umbrata et velata
mihi quoque niteris;
nunc per ludum dorsum nudum
fero tui sceleris.
Sors salutis et virtutis
mihi nunc contraria.
Est affectus et defectus
semper in angaria.
Hac in hora sine mora
cor depulsum tangite;
quod per sortem sternit fortem
mecum omnes plangite!
Fortune plango vulnera
stillantibus ocellis,
quod sua mihi munera
subtrahit rebellis.
Verum est quod legitur
fronte capillata,
sed plerumque sequitur
occasio calvata.
In Fortunae solio
sederam elatus
prosperitatis vario
flore coronatus;
quicquid enim florui
felix et beatus;
nunc a summo corrui
gloria privatus.
Fortunae rota volvitur;
descendo minoratus,
alter in allum tollitur
nimis exaltatus
rex sedet in vertice:
caveat ruinam!
nam sub axe legimus
Hecubam reginam.
O Fortuna, come la luna
instabile,
sempre tu cresci e decresci;
il gioco di questa detestabile vita
ora ottunde ora asseconda
l'intelligenza,
dissolve come il ghiaccio
la potenza, la miseria.
Sorte immane e vacua,
o ruota volubile,
stabilità infida, vana prosperità
sempre inconsistente,
anche su me fai presa
poiché velata sei e nell'ombra;
ora per gioco della tua cattiveria
io vado a dorso nudo.
Sorte di salvezza e di forza,
or sei a me contraria.
Ogni affetto e definizione
è in tuo potere.
In quest'ora che fugge
toccate il cuore abbattuto;
piangete tutti con me
su ciò che per l'avversa sorte prostra il forte!
Piango le ferite della Fortuna
con gli occhi pieni di lacrime
poiché, ribelle,
mi ha sottratto i suoi doni.
È vero quello che si legge
"con fronte capelluta"
ma spesso poi avviene
che l'occasione la fa calva.
Mi ero assiso superbo
sul trono della Fortuna
coronato dai variopinti fiori
della buona sorte;
e infatti per un po'
fui felice e beato;
or son precipitato dall'alto
privo di gloria.
Gira la ruote della Fortuna,
io discendo sminuito,
un altro sale nell'alto
troppo esaltato
al sommo siede il re:
attento alla ruina!
ché sotto l'asse leggiamo
di Ecuba regina.