Questa pagina fa parte della vecchia versione del sito - l'ho lasciata così com'è perché al più presto voglio farmi una cultura (sul serio) sulla patafisica, e cambiare finalmente questa pagina scrivendo qualcosa di più consistente... a presto!

...il favoloso mondo della Patafisica

Che cos'hanno in comune Alfred Jarry (l'uomo che vedete nell'immagine in basso a sinistra), Lewis Carrol, Dalì, Picasso e Buñuel? Soto tutti in qualche modo legati alla misteriosa scienza-dottrina-teoria della patafisica, la "scienza delle soluzioni immaginarie", in campo estetico, letterario e filosofico, che nasce alla fine del XIX secolo come materiale dei più famosi testi teatrali di Alfred Jarry. Prevede il rifiuto delle contrapposizioni convenzionali sulla base della libertà, dell'ironia e della creatività, senza dogmi e intolleranze o pretese di sintesi e di universalità. Ma che cos'è veramente la patafisica? Sperando di fornire una risposta soddisfacente a questa domanda, ho fatto una selezione di articoli, saggi e altri testi trovati su internet. I primi brani sono tratti da "A proposito di Baj" (La Fabbrica dell'Arte, Brescia, 1987) di Roberto Sanesi)

DA "A PROPOSITO DI BAJ" (la Fabbrica dell'Arte, Brescia, 1987) DI ROBERTO SANESI

Il termine "patafisica" appare per la prima volta nella versione definitiva del dramma Ubu cornuto di Alfred Jarry: "la Patafisica è una scienza che noi abbiamo inventato perché ve n’era un gran bisogno". Siamo nel 1897. Ricompare, con sentenza definitiva, nell’opera Gesta e opinioni del Dottor Faustroll, patafisico, nel 1898 (malgrado la data di pubblicazione del testo sia il 1911): "La Patafisica è la scienza". Con un rigore che trova riscontro, in Occidente, solo nell’apodittica razionalità del periodo più caldo della rivoluzione francese, all’articolo 12, par.2 degli Statuti del Collegio Patafisico, si stabilisce che l’era patafisica ha inizio l’8 settembre 1873, data di nascita di Alfred Jarry, e che l’anno patafisico è composto di 13 mesi così nominati: Assoluto, Haha, Asso, Sabbia, Decervellaggio, Gole, Pedale, Clinamen, Palotino, Merdra, Giduglia, Tatano, Fallo. Con un possibilismo insolito (data la scarsa propensione francese all’autoironia), l’invito, o consiglio, ovverosia l’ordine "pataphysicandum est" è attribuito a Seneca, maestro di Nerone, riconoscendo in tal modo l’esistenza di alcuni predecessori, opportunamente definibili come patacessori. Fra i quali, per intendere a fondo il senso della patafisica, risulta fondamentale lo stoico Zenone di Elea, che si sforzò di dimostrare la impossibilità del movimento e, quindi, della pluralità. Un’apertura al passato testimoniata anche dal fatto che il termine "patafisica" dovrebbe essere scritto preceduto da un apostrofo: ’ patafisica. Ciò significa forse che questa scienza va "à rebours"? No di certo: ciò significa che essa è inclusiva. Allo stesso modo in cui il movimento include la staticità, come dimostra l’esercizio sportivo del correre bloccati su un tappeto mobile, estrema metafora dello "static footing" della vita, della storia, ecc.
Non a caso, il libro di Enrico Baj Patafisica ( Ed. Bompiani) si può dire abbia inizio a pagina 20, là dove il noto ritrattatore (chi dicesse ritrattista dimostrerebbe di non aver capito bene) di generali e dame si chiede: che cos’è la Patafisica? Con improvviso sussulto ordinatore il capitolo quarto tenta di rispondere a questa curiosità cominciando col precisare che la patafisica è un’estensione della metafisica, un "oltre" pari almeno al fossato che divide la metafisica dalla fisica: e prosegue affermando che essa è la scienza del particolare e delle leggi che governano le eccezioni, poiché si pone, e non poteva essere diversamente, come scienza delle soluzioni immaginarie. Anche per questo il suo simbolo è la spirale (infatti Jarry amava andare in bicicletta). Ciò che ne consegue, e che il testo di Baj si dilunga a spiegare con doveroso apparato antologico, critico e bibliografico, è immediatamente chiaro; e tuttavia sufficientemente ambiguo da reggere anche un’eventuale affermazione opposta: di perplessità, se non di stupefatto ermetismo.
Mi si dovesse chiedere una definizione personale, e perseguendo una logica che potrebbe anche essermi rimproverata come non patafisica se la patafisica non prevedesse una totale imperturbabilità, oserei dire che la patafisica è uno status mentale fondato sulla percezione contemporanea dell’essere del non essere, o del non-essere dell’essere, tale da provocare un costante atteggiamento di scetticismo attivo, fattuale, qualcosa come una sorta di ottimistico pessimismo ( non privo di ironia, purchè si tratti di un humour del tutto segreto, avverso ad ogni rumorosa esibizione ) da attuarsi nell’area delle illimitate possibilità dell’immaginazione. Scienza del possibile, essa nega attraverso l’atto immaginativo la schematizzazione legalitaria della scienza, e quindi è una energia libertaria. Ma proverei anche a dire che si tratta di un composto nel quale convergono il desiderio, l’utopia, lo sberleffo ( che è già un giudizio ) e perfino la tautologia. E che la sua forma a giduglia, o a spirale, intende forse rivelare un artificio di tipo linguistico, bifronte, tale che col variare della desinenza "fisica" l’immutabilità del prefisso ci consente di assistere a mutazioni imprevedibili dell’unità considerata inscindibile, talchè ogni cosa torna ad essere ciò che effettivamente è, vista comunque nella sua essenza più vera. Come dimostra il pur banalissimo esperimento, per esempio, di formare qualche poarola-attaccapanni ( definizione di Lewis Carroll, patacessore ) tipo patatram, patapolitica, patasesso, patafreud, patatransavanguardia, ecc. Lasciando intendere inoltre con grande lucidità e a causa del fatidico apostrofo, che per quanto profondo sia il malessere contemporaneo non è detto che i precedenti storici difettassero di dramma. E infine non escluderei, osando un poco, una qualche assonanza della patafisica con lo Zen. Comunque sia, fra gli innumeri inteventi raccolti da Baj (e si possono ricordare i nomi di patafisici dichiarati quali Boris Vian, Raymond Queneau, Jean Dubuffett, Erik Satie, Eugène Ionesco, Marcel Duchamp, Jacques Prevert, Max Ernst, René Clair ed altri più o meno famosi) citerò quello di Carlos Huancabamba, là dove si dice: "Il pensare è proprio dell’uomo? Ebbene il patafisco non pensa. Considera lo spettacolo degli altri che pensano, e allora si accorge che non pensano più di lui, ma fingono di pensare. Dunque sa ". Quando T.S. Eliot scrisse che " un cane è solo un cane, mentre un gatto è un gatto " non solo diede prova di patafisica involontaria, ma colse una imrovvisa distinzione fra chi è patafisico e chi non lo è.
Se il lettore, ancora incerto sulla sua appartenenza all’una o all’altra delle dua categorie, vorrà dare una risposta alla sua curiosità, è qui consigliato di leggere il testo di Baj che mi piacerebbe fosse ricordato come un pata-Who’s Who, il cui lineamento è in perfetto accordo con i suoi contenuti, descritti appunto secondo la loro virtualità.

TEORIA DELLA PATAFISICA ESPOSTA DAL DOTTOR FAUSTROLL (da "Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico" di Alfred Jarry)

DEFINIZIONE. - La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità.

La scienza attuale si fonda sul principio dell'induzione: la maggior parte degli uomini ha visto il più delle volte a un dato fenomeno precedere o seguire un altro, e ne conclude che sarà sempre così. Innanzitutto questo non è esatto che il piu delle volte, dipende da un punto di vista, ed è codificato secondo la comodità...
... Il consenso universale è di per se stesso un pregiudizio miracoloso e incomprensibile. Perché ognuno afferma che la forma di un orologio è rotonda, cosa che è manifestamente falsa, poiché di profilo si vede una figura rettangolare stretta, per tre quarti ellittica, e perché diavolo si è notata la sua forma solo nel momento in cui si è guardata l'ora? Forse con il pretesto dell'utilità. Ma lo stesso bambino, che disegna l'orologio rotondo, disegna anche la casa quadrata, secondo la facciata, ed evidentemente senza alcuna ragione; perché è raro, se non nelle campagne, che si veda un edificio isolato, e in una strada anche le facciate appaiono come trapezi molto obliqui. Occorre dunque necessariamente ammettere che la folla (contando i bambini e le donne ) è troppo grossolana per capire le figure ellittiche, e che i suoi membri si accordano nel consenso detto universale perché non percepiscono che le curve con un solo fuoco, poiché è piu facile coincidere in un punto che in due.

I COLLEGI

Nel 1948 viene fondato a Parigi "Il Collegio di patafisica", articolato secondo una complicata gerarchia di satrapi, reggenti, uditori, creato apposta per fare il verso ai consessi accademici. Il collegio è retto da un curatore a vita (Faustoll), e rappresentato da un originale vicecuratore, rappresentato da sua magnificenza il coccodrillo Lutembi, proveniente dal lago Vittoria. Nel 1978 è stato deciso l'occultamento del collegio fino all'anno 2000. Sono stati costituiti alcuni collegi patafisici secondari come quello fondato nel 1964 da Enrico Baj, Virgilio Dagnino, Paride Accetti, Arturo Swarz, oppure quello torinese fondato nel 1979, e quello napoletano nel 1965, voluto da Lucio Del Pezzo.

Alfred Jarry. (Laval 1873 – Parigi 1907) Scrittore francese, condusse una vita eccentrica e sregolata, identificandosi in parte con i suoi personaggi. Ottenne un successo di scandalo con Ubu re (Ubu roi, 1896), commedia satirica, originariamente concepita come spettacolo di marionette, che colpisce la stupidità e la violenza delle convenzioni sociali. A essa Jarry diede un seguito con Ubu scatenato (Ubu dechainé, 1900), dove è ripreso lo stesso personaggio-maschera, grandiosamente negativo, dell’opportunista avaro e prepotente. La ricerca espressiva di Jarry, non estranea a quella contemporanea dei simbolisti – basata su un ardito intreccio di comicità e di lirismo e su un gusto della deformazione verbale che ricorda Rabelais e anticipa i surrealisti è documentata da altre opere, in versi e in prosa, anarchiche e a tratti assai enigmatiche: I minuti di sabbia, Memoriale ( Les minutes de sable, Mémorial, 1894), Cesare Anticristo (César Antéchrist, 1859), L’amore assoluto (L’amour absolu, 1899), Messalina (Messaline, 1901), Il supermaschio (Le surmale, 1902), curioso esempio di avvenirismo grottesco, e Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico (Gestes et opinions du docteur Faustroll, pataphysicien, uscito postumo nel 1911 ). Sulla base di questa ultima opera gli ammiratori e seguaci di Jarry vollero fondare una scienza, la "patafisica", solo parzialmente burlesca, definita come "la scienza delle soluzioni immaginarie " e destinata a studiare "le leggi che regolano le eccezioni ".