"lo sai che alla Normale i coccodrilli vengon fuori dalla doccia?"
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La Normale
Si sa quando si entra ma non si sa quando si esce: la Scuola Normale è un luogo molto interessante, sia culturalmente sia antropologicamente.
Il mio primo approccio con la Scuola è stato nel luglio del 2002. Dopo una lotta estenuante in presidenza perché non volevano mandare nessuno (la scuola-azienda ha ben altri obiettivi), ero riuscita a farmi mandare a uno dei corsi di orientamento che la Normale organizza ogni estate a Colle Val d'Elsa: quell'esperienza fu entusiasmante, e decisi di provare l'esame di ammissione.
A questo punto bisognava scegliere il corso di laurea: una volta avevo addirittura pensato di fare lettere classiche, poi volevo fare informatica a scienze, ma le prove di ammissione per i normalisti di informatica erano ben oltre le mie capacità... alla fine la scelta è caduta su informatica umanistica. Che cos'era informatica umanistica? Non avevo troppo tempo per pensarci, l'esame di ammissione incombeva, l'estate era finita in un attimo e io non avevo studiato quasi nulla.. e poi stavo lasciando la mia città, i miei amici, la mia famiglia.. sono stati tra i giorni più angoscianti della mia vita!
La prima crisi isterica dopo lo scritto di latino: avevo sbagliato la prima parola della prima riga del primo scritto! Ma alla fine, come in tutti i film che si rispettino, finale al cardiopalmo e happy end: sono dentro per un pelo, anzi per mezzo punto. Ho diritto alla camera, alla mensa e a tante altre cose pagate con i soldi di voi contribuenti (ih ih ih ih!)
La vita da normalista: ora sono al secondo anno, dopo i riti di iniziazione dei "processi" e quelli un po' più professionali deli colloquio e dei seminari, e credo che stare qua dentro sia estremamente stimolante, interessante e a volte persino molto divertente. Ho la fortuna di avere dei compagni d'anno con cui mi trovo molto bene, ma sono anche consapevole del fatto che una Scuola come la Normale è un ambiente necessariamente chiuso e selettivo, cosa che va benissimo sul piano culturale e professionale ma che crea effetti curiosi sul piano umano. Infatti io e i miei "compagni", da ogni regione d'Italia, siamo venuti qua, a vivere negli stessi ambienti, negli stessi collegi e con la stessa mensa, a seguire le stesse lezioni e a condividere ogni tipo di esperienza. È senza dubbio interessante e divertente, ma resta inevitabilmente un ambiente sociale artificiale, in cui ci si può trovare a proprio agio ma anche no, e da cui ogni tanto è meglio "evadere" frequentando gente "esterna" e sfruttando i numerosi stimoli che la vita universitaria pisana offre.
E poi, visto che del mio corso di laurea sono l'unica, ancora dopo un anno spesso mi chiedono, e mi chiedo anche io: cos'è informatica umanistica? Beh questa è
un'altra storia!