È domenica, e come ogni domenica vado al fiume a lavare la macchina con mia moglie. Ore 14.00. Arriviamo al fiume, preparo il necessario: il secchio, il sapone, lo shampoo, il balsamo, il borotalco... Nel frattempo sento mia moglie Luparina gridare alla macchina: "Ah... ! Ah..!" Io ho pensato: hanno riaperto la caccia in anticipo, stanno sodomizzando un pescatore. Corro a vedere... Com'è ppossibile?... M'hanno fregato i tappetini! Quelli di peluche festivi!
Con calma mi arrampico in cima ad un albero e decanto queste parole: "Cornutazzo! Tu li puoi sporcare, li puoi sfoltire, da rosa come li hai trovati li puoi colorare come vuoi, puoi clapestarli, puoi sdraiartici per fare l'amore con la donna dei tuoi sogni, stronzo! Puoi farci ciò che vuoi, ma quelli restano immancabilmente e sempre i miei tappetini.
E a ricordartelo saranno le mie maledizioni contemporanee. Le maledizioni che si attaccheranno ad una colonia di zecche con le ventose, ibernata nei miei tappetini che si risveglierà quando meno te lo aspetti infestando la tua macchina, la tua casa e anche quella dei vicini. E per combatterle nn basteranno le armi chimiche, ma solo la tua buona volontà nel saperci convivere tutta la vita. Le maledizioni si attaccheranno al peluche che crescerà a dismisura fino a bloccare freno, frizione e acceleratore della tua macchina quando in mezzo ad un bel passaggio a livello vedrai arrivare un intercity supercorazzato, e allora ti sorgerà il dubbio che qualcuno ti abbia maledetto, ma sarà troppo tardi.
In più prego Madre Natura di farti daltonico ogni volta che ti trovi davanti ad un semaforo. Che i tuoi ormoni si ribellino facendoti crescere la barba in fronte e le basette fino al culo. Infine, mentre cianotico e stitico cercherai di ballare dalla felicità per aver rubato i miei tappetini, un crampo micidiale ti coglierà in un esibizionistico salto alla Nureyev e schiacciandoti al suolo ti divaricherai come un compasso, strappandoti i legamenti dalla palla sinistra alla palla destra seguendo il perimetro del corpo"