Enzo Biagi intervista Roberto Benigni a "Il Fatto"
Benigni: Signor Biagi, io, siamo in campagna elettorale, non voglio parlare di politica, sono qui per parlare di Berlusconi, quindi mi voglio tenere il più lontano possibile dalla politica, non voglio parlare di politica: parliamo di Berlusconi.
È un momento della campagna elettorale e della situazione politica italiana dove accadono cose spettacolari, inaudite, che non si sono mai viste, non so se lei ha visto quello che succede: il papa che è entrato per la prima volta in una moschea, bambini geneticamente modificati, Berlusconi probabile Presidente del Consiglio... cose innaturali! Insomma, accadono stravolgimenti che fanno un po' pensare, ecco, a un momento eccezionale!
Biagi: Chi è Berlusconi?
Benigni: È uno che... gli piace proprio esser presente, gli piace proprio essere dappertutto, vuole proprio e... ...a ogni cosa, insomma, come si può dire? è un po'... gli piace esser protagonista, lui è... c'è un comizio, parla lui, c'è un... a un matrimonio vuol essere lo sposo, a un funerale vuol essere il morto, vuol esser sempre il protagonista.
Biagi: Chi è Bossi?
Benigni: Dobbiamo in qualche maniera pensare che siamo chiamati a esprimere un giudizio, e a dire: questa persona mi rappresenta, questo è il mio pensiero, la mia anima, non solo i mi' soldi, la mia economia, ma anche la mia anima. Allora uno a volte non gli fanno paura le idee, gli fanno paura le facce di chi le rappresenta. Non so se rendo l'idea... Ora 'sto Bossi, uno dice: eccolo qua, questo è quello che rappresenta la mia anima! Lui è il mi' pens... (ride) scusa, però può capitare che uno in un momento così, per carità eh, ci vuole... poi è una persona veramente di parola, quando sceglie una cosa, dice una cosa poi... [ride] (no, mi vien da ridere per una barzelletta che m'hanno raccontato prima) però Bossi quando, quando [ride] dice una cosa... aspetti, c'ho quella barzelletta, Bossi quando dice una cosa... [ride] quando dice una cosa, è una persona di...
Biagi: Chi è Fini?
Benigni: Fini, fermi eh, Fini è una persona di p... [ride]
Biagi: sempre la barzelletta di prima?
Benigni: [ride]
Biagi: Chi è Rutelli? E adesso smetti di ridere...
Benigni: No, Rutelli, Rutelli, Rutelli, scusi eh, allora, lei mi deve dire, Rutelli, tutto gli si può dire, ma: la bellezza. Sarà un luogo comune, ma non è mica... "la bellezza attira i ladri e gli assassini più dell'oro" dice Shakespeare, quindi, trovarsi di fronte effettivamente a Rutelli in un faccia a faccia, capisco anche che lui possa dire, eh, insomma, dipende dalla... è un po' in difficoltà, ora è come se ci invitassero a me a fare un pisello a pisello con Bossi, insomma, voglio dire, non c'è sfida, non si può fare, bisogna vedere con chi ci si trova, no, ora volevo dire, però sarebbe un bel gesto, perché non è tanto, e qui, diciamo così, lei mi insegna, non è tanto il faccia a faccia, ma il vedere i due contendenti che si danno la mano davanti a tutto il popolo italiano, ma, Signor Biagi, questa è una cosa che non ci possono levare, è una cosa democratica, di bellezza, di poesia, di democrazia, no?
Mi voglio mantenere veramente equidistante: Berlusconi non mi piace, Rutelli sì. Io non voglio proprio, non voglio che si dica: ah, ha espresso delle preferenze, va bene? Perché dopo la gente è capace di dire eh... Invece qui lo chiariamo: siamo equidistanti, per carità, giusto? oh.
Biagi: Hai visto Berlusconi che ha firmato un contratto anche con te? L'hai visto?
Benigni: Io dico ma quello, guardi, quello oramai è un cult, io l'ho messo, quella cassetta lì, io l'ho registrata proprio e l'ho messa proprio fra Totò e Peppino, Totò e... Walter Chiari, ci sta Peppone e in mezzo c'è "Berlusconi e Vespa"
Biagi: Se non fa quattro delle cinque cose che ha promesso secondo te va via o ci riprova?
Benigni: Quattro delle cinque cose? Ma non le può fare... [ride]
Biagi: è una bella percentuale...
Benigni: Ma signor Biagi, è come se arriva Mosè con la tavola dei Comandamenti, aho, m'ha detto Dio, su 'sti dieci sei o sette...
Biagi: trattabili!
Benigni: Ma roba dell'altro mondo, guarda che quell'uomo è da schiantar da ridere, bisogna dirgli qualcosa...
Biagi: Ma tu hai capito cos'è il conflitto d'interessi di Berlusconi?
Benigni: Ma dico 'sto conflitto d'interessi, ma il conflitto d'interessi, dico, ma Gesù ce l'insegna, nel Vangelo quando Gesù ha chiamato i suoi apostoli, che gli diceva? "Spogliatevi di tutte le vostre proprietà!", era la prima cosa! Ma dico, ma... siamo un paese cristiano, c'è il papa!
Biagi: Se tu incontrassi ancora il bambino del tuo film, "La vita è bella", che cosa gli diresti del mondo che lo circonda?
Benigni: Il grande filosofo tedesco, lei lo conosce, Immanuel Kant, no? E che diceva? Diceva questo qua... ha scritto tante cose che c'han insegnato come si fa a campare, ma una particolarmente ci ha colpito, poetica, che è il sunto di tutte le 'su cose: e come si deve vivere? Alla fine, pensando e ripensando dice: "vorrei andare col cielo stellato sopra di me e la legge morale in me", eh? Allora ognuno di voi quando si presenta, ognuno di noi a queste cose qua dovrebbe pensare, io gli direi questo al mi' bambino: "ecco, fa' che, al momento che tu c'hai questa cosa qua, fai che il cielo stellato stia sopra di te e dentro pensa 'qual è in questo momento che devo scegliere?', perché è bello scegliere, c'è dato di scegliere una volta ogni tanto, eh, c'abbiamo il ilbero arbitrio, è la cosa più, anche cristiana, più naturale, più bella, che bisogna fare, bisogna presentarsi. Pensiamo semplicemente: qual è la persona più pulita, più onesta, più brava, più capace, quella che profondamente, senza... perché l'abbiamo in prestito questo mondo, dai nostri figli, non è che ce l'abbiamo in eredità dai nostri padri, ce l'abbiamo in prestito e allora ai nostri figli, ai bambini gli dobbiamo far trovare una cosa che dire: "oh, t'abbiamo voluto bene, t'abbiamo amato", pensiamo allora a chi è la persona più pulita, più bella, capace, che non ci siano ombre, dubbi, profondamente ci dobbiamo guardare e dire: eccolo qua, questa qua. E allora uno è a posto, e allora va con un cielo stellato luminosissimo sopra di sé e una bella legge morale in sé e s'addormenta tranquillo la notte, è sicuro d'aver fatto un bel futuro al su' figliolo, io questo gli voglio dire, caro Biagi, e se lei mi permette gli do' un'altro bacio come se lo dessi a mio figlio, perché io la sento proprio come...
Biagi: ... a suo padre...
Benigni: ... anche al mi' padre... me lo permette quasi al rallenty? [lo bacia] e diciamo insieme agli italiani: noi vi amiamo!
Biagi: Noi vi amiamo.