(ultima puntata de "il laureato", annata 1994)
Quella che vedete è Palermo, la città siciliana del giapponese Totò Schillaci. Un monumento tra i tanti meravigliosi esempi di un passato millenario che testimonia l'altissimo patrimonio storico cittadino.
Tra i tanti tesori della città la Regia Università di Palermo è senza dubbio il più prezioso. Fondata nel 1805 da re Ferdinando III di Borbone l'ateneo siciliano è capitanato da "Passolone", il mitico rettore Antonino Gullotti, che puņ vantare tra i suoi gioielli, oltre ad un quadro di Guttuso, anche due alfieri di prima qualità: la monumentale bidella di lettere e filosofia e lo stoico preside di architettura Pasquale Culotta.
A Palermo le facoltà dell'Università sono 11, le lauree 34, gli iscritti sono 54.987. A parte qualche eccezione tutti gli studenti iscritti all'ateneo sono siciliani. L'Università di Palermo purtroppo non brilla per funzionalità, alcune facoltà non hanno spazi sufficienti per ospitare i corsi di laurea. L'isola felice di questo splendido caos è la facoltà degli architetti. Un girone dantesco in cui gli studenti hanno difficoltà ad entrare nelle aule per due motivi: rimanere in coda nei labirinti della facoltà medesima e il pericolo di non trovare posto nelle aule dove faticosamente si accede dalle finestre, quando ci sono. Gli svaghi per gli studenti sono: giocare a tombola con le crepe numerate del palazzo universitario, il tentare di chiudersi in bagno dove perņ non ci sono le porte, o andare al cinema a fare lezione ma soltanto durante gli intervalli del film porno "Culotta per tutti". San Pasquale ha cercato di spegnere il fuoco delle polemiche, ma le pompe degli idranti sono rimaste dai pompieri. Unica salvezza per i poveri disgraziati di studenti è aspettare che il nuovo complesso universitario sia finito. Dal 1970 gli studenti di Palermo aspettano ma ai giardini d'Orleans più che a un campus sembra di essere negli anni della ricostruzione del Belice.
A Palermo hanno insegnato o si sono laureati tra gli altri: i laureati di Cinico TV, Francesco Crispi, Luigi Pirandello, Sandro Pertini, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.